GA18:299-300 – δύναμις

Gurisatti

(…) Il termine δύναμις non ha il senso del «possibile», ossia di ciò che, in genere, prima o poi ci può essere. La δύναμις è già la determinazione di un ἐντελεχείᾳ ὄν, di un ente che «ci» è già. Un albero che sta nel bosco è ἐντελεχείᾳ, è per me lì attualmente presente in quanto albero. Oppure può esserci anche come albero abbattuto, tronco, che a sua volta può farmisi incontro nel carattere dell’«utilizzabilità per…», della disponibilità per la costruzione di una nave. Il tronco ha il carattere dell’essere utile a…, dell’essere utilizzabile per…, non perché io lo concepisca anzitutto così, ma perché è questo il modo del suo essere. Il tronco mi si fa incontro in questo modo: non è mero legno, non è soltanto una cosa chiamata legno. L’ente che «ci» è nel mondo circostante ha il carattere del συμϕέρον, rinvia a qualcosa. Tale carattere dell’«essere rinviante» nel senso dell’«essere utile a…» determina questo ente che «ci» è, questo tronco che è lì davanti, in quanto ἐντελεχείᾳ e, simultaneamente, in quanto δυνάμει. L’essere-δυνάμει è una determinazione positiva del modo del suo «Ci». Da molto tempo sono solito definire «significatività» questo carattere ontologico dell’esserci. Tale carattere ontologico è il carattere primario in cui il mondo mi si fa incontro.

Metcalf & Tanzer

Original

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Heidegger – Fenomenologia e Hermenêutica

Responsáveis: João e Murilo Cardoso de Castro

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