estudos:vattimo:1996-101-105-superacao-da-metafisica
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| Apesar disso, o problema de distinguir o método heideggeriano do hegeliano não se resolve a não ser levantando em gerai o problema da possibilidade e do caracter de um pensamento que já não é metafísico. Com efeito, se o pensamento liberto da metafísica fosse o pensamento que recorda o ser no sentido de assumi-lo como conteúdo temático próprio, então verdadeiramente Heidegger não se distinguirá substancialmente de Hegel e o Schritt zurück seria apenas um novo disfarce, mais ou menos dissimulado, | Apesar disso, o problema de distinguir o método heideggeriano do hegeliano não se resolve a não ser levantando em gerai o problema da possibilidade e do caracter de um pensamento que já não é metafísico. Com efeito, se o pensamento liberto da metafísica fosse o pensamento que recorda o ser no sentido de assumi-lo como conteúdo temático próprio, então verdadeiramente Heidegger não se distinguirá substancialmente de Hegel e o Schritt zurück seria apenas um novo disfarce, mais ou menos dissimulado, | ||
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| La tendenza, intrinseca nella metafisica fin dalla sua origine, a dimenticare l’essere lasciando venire in primo piano solo l’ente come tale — tendenza che è fondata nella connessione essenziale di verità e non-verità — si realizza dunque perfettamente nel mondo della tecnica. Ma realizzando davvero la propria essenza di oblio, la metafisica giunge anche alla sua fine, in quanto non c’è più ormai alcun μετά, alcun «oltre»; l’essere dell’ente non è più neanche remotamente qualcosa che vada cercato oltre l’ente stesso, è il suo effettivo funzionare dentro a un sistema strumentale posto dalla volontà del soggetto. In questa situazione, il pensiero non è più altro che escogitazione tecnica, strumento esso stesso per la soluzione di problemi «interni» alla totalità strumentale dell’ente e inerenti alla sua sempre più «razionale» sistemazione. | La tendenza, intrinseca nella metafisica fin dalla sua origine, a dimenticare l’essere lasciando venire in primo piano solo l’ente come tale — tendenza che è fondata nella connessione essenziale di verità e non-verità — si realizza dunque perfettamente nel mondo della tecnica. Ma realizzando davvero la propria essenza di oblio, la metafisica giunge anche alla sua fine, in quanto non c’è più ormai alcun μετά, alcun «oltre»; l’essere dell’ente non è più neanche remotamente qualcosa che vada cercato oltre l’ente stesso, è il suo effettivo funzionare dentro a un sistema strumentale posto dalla volontà del soggetto. In questa situazione, il pensiero non è più altro che escogitazione tecnica, strumento esso stesso per la soluzione di problemi «interni» alla totalità strumentale dell’ente e inerenti alla sua sempre più «razionale» sistemazione. | ||
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